Storia
Storia
 
LA PROVINCIA LOMBARDO VENETA
 
Stemma della Provincia I Fatebenefratelli sono a Milano dai primi di ottobre del 1587. A chiamarli fu l'arcivescovo Gaspare Visconti, riprendendo un antico progetto del suo predecessore, il cardinale Carlo Borromeo (1538-1584).
I primi contatti per l'acquisto di una sede idonea avvennero tra l'arcivescovo e il primo priore generale, Fra Pietro Soriano. La scelta cadde su un convalescenzario nella periferia più salubre della città, a Porta Nuova.
Il loro operare era già conosciuto a Milano e in molte altre città italiane. Dalla Spagna infatti, dove il loro santo padre Fondatore Giovanni di Dio aveva aperto i primi ospedali, erano giunti a Roma nel 1570 per seguire le pratiche di riconoscimento della nascente Congregazione.
Il 22 settembre 1588, l'arcivescovo Visconti pose la prima pietra del nuovo complesso ospedaliere in Porta Nuova a Milano. L'edificio venne poi arredato con le suppellettili donate da San Carlo ad un convalescenzario di San Rocco col desiderio di affidarle ai "Frati ospedalieri". In seguito fu eretta la chiesa intitolata a Santa Maria Aracoeli dalla quale prenderà il nome anche l'ospedale.
Nel bienne 1589-90 accolsero ben otto Confratelli; due di questi, Michele De' Vecchi e Gabriele Longo, diventeranno priori generali.
Nel 1605, a diciassette anni dell'ingresso in città, misero già a disposizione della popolazione un convalescenzario con 30 posti letto.
La nascita della Provincia Lombardo-Veneta di Sant'Ambrogio risale al 1608, quando nel Capitolo Generale fu nominato il primo Provinciale Fra Pietro Zucchinelli, Confratello milanese. Fino a quel momento gli ospedali di Milano, Acqui (1595), Cesena (1596), Torino (1597), Cremona (1603) e Bologna (1607), che erano stati nel frattempo fondati, costituivano un Commissariato Generale.
Nel 1630, anno della grande carestia e della terribile peste, i Fatebenefratelli furono impegnati soprattutto ad assistere i dimessi dal Lazzaretto.
Il tributo di sangue pagato da questi Confratelli per soccorrere gli appestati non rallentò le vocazioni che, anzi aumentarono sensibilmente.
Qualche anno più tardi la Provincia si arricchì di altri due conventi ospedali: Gorizia (1656) e Filetto (1665).
Più di un Confratello della Lombardo-Veneta si distinse nei vari campi pirituale, pastorale, organizzativo e medico scientifico. Alcuni di questi furono addirittura chiamati a reggere il governo dell'Ordine nel corso del
XVII secolo.Tra il 1715 ed il 1779 in Provincia si aprirono altri cinque ospedali: San Sorvolo a Venezia (1715), SS. Pietà, ospedale militare a Zara (1741), Sant'Antonio di Padova a Lodi (1749), San Nevolone a Faenza (1762) e un altro ospedale Militare a Corfù (1779).
Nel 1713, con l'avvento al potere di Giuseppe II d'Austria, la Lombardia e parte del Veneto passarono dal dominio spagnolo a quello austriaco, anche i Fatebenefratelli, come altri istituti religiosi, subirono un vero e proprio collasso.
Influenzato dalle teorie filosofiche illuministiche e razionalistiche Giuseppe II (1741-1790) voleva ricondurre la religione alla sua "purezza primitiva" distruggendone l'aspetto mistico e assegnando al clero una funzione socialmente utile.
Nel 1776 sospese l'ammissione di nuovi candidati nell'Ordine, proibì ogni Vincolo e rapporto con il superiore generale a Roma, nel 1781 soppresse,con un editto, i monasteri e i conventi dove non si praticava l'insegnamento e le attività ospedaliere e infine arrivò a chiudere anche gli ospedali escludendo i Fatebenefratelli dalla vita dell'Ordine per diversi decenni.
Altro capitolo doloroso per l'Ordine ospedaliere in Italia fu quello relativo alle due occupazioni francesi: repubblicana (1796-1799) e imperiale (1804-1814). La Provincia, grazie al prestigio del Priore Provinciale, Fra Giovanni Caldara, risulterà tra le meno vessate dell'Ordine. In Lombardia dalla sopressione generale vennero esclusi i conventi ospedale: Santa Maria Aracoeli di Milano, Santa Maria Incoronata di Cremona, e Sant'Antonio di Padova di Lodi.
L'ottocento fu il secolo più ricco di personalità per i frati ospedalieri e la Provincia Lombardo-Veneta annoverò figure eminenti: medici, chirughi, chimici, farmacisti, botanici: Fra Innocenze Monguzzi (1771-1843), Fra Giovanni Portalupi (1775-1851), Fra Ottavio Ferrarlo (1787-1867), Fra Giovanni Maria Alfieri (1807-1888), Fra Benedetto Nappi (1808-1878) Fra Prosdocimo Salerio (1815-1877), Fra Celso Broglio (1820-1884), Fra Antonio Maria dell'Orto (1824-1898), Fra Benedetto Menni (1841-1914).
Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d'Italia con Torino capitale; nel Capitolo Generale del 1862 venne nominato Generale Fra Giovanni Maria Alfieri, già Priore del convento ospedale di San Servolo a Venezia.
Il suo governo durerà ventisei anni, dal 1862 al 1888, e segnerà nel profondo la storia dell'intero Ordine. A lui si deve, con l'aiuto determinante di Fra Benedetto Menni, la restaurazione dell'Ordine in Spagna e l'atto ufficiale di unificazione dell'Ordine nel 1888 tra le due antiche Congregazioni di Spagna e d'Italia.
A mano mano che il Regno Sardo-Piemontese si annetteva i territori, venivano emanate leggi sempre più restrittive per gli ordini religiosi, fino al sopraggiungere della legge del 7 luglio 1866 che sanciva la sopressione di tutti gli ordini compresi gli enti morali ecclesiastici e, senza distinzioni, l'incameramento dei relativi beni. Furono chiusi 27 ospedali e 145 religiosi professi allontanati, i Fatebenefratelli tentarono di continuare il loro
operato non più come ente od Ordine religioso, ma come associazione laica ospedaliera ma ben presto vennero allontanati dagli ospedali. Tra i beni persi in questi anni bisogna ricordare l'antico ospedale Aracoeli di Milano, che, successivamente riaperto senza la loro presenza, prenderà il Nome "Fatebenefratelli" con cui oggi è ancora conosciuto.
Tornata la quiete dopo le burrasche provocate dall'unificazione del Regno d'Italia, nel 1869 aprirono un ospedale a Brescia, nel 1870 una nuova Casa a Milano: il convento ospedale San Giuseppe. Nel 1875 anche la loro casamadre, che era annessa al Fatebenefratelli, venne trasferita presso l'Ospedale San Giuseppe in via San Vittore dove rimase fino al 1986. Attualmente la Curia Provinciale ha sede in Cernusco sul Naviglio (Mi).
Le due guerre mondiali li videro ancora impegnati nell'assistenza alle vittime civili dei bombardamenti e ai feriti negli ospedali militari.
L'ultimo conflitto coinvolse nei bombardamenti alcune loro case: Milano, Brescia: S. Orsola, Gorizia.
Bisogna ricordare l'impegno missionario sostenuto dalla Provincia: i Fatebenefratelli in Medioriente a Nazareth, dal 1959 gestiscono un Ospedale, prima affidato alla Provincia Austriaca; in Africa, nel 1955 avevano realizzato a Chisimaio (Somalia) un ospedale regionale che furono costretti ad abbandonare nel 1962; ad Afagnan (Togo), nel 1961 fondarono un Ospedale, e altrettanto a Tanguiéta (Benin) nel 1970.
Nel 1968, insieme ai Confratelli della Provincia Romana, compirono la scelta di classificare gli istituti, con tutti i relativi adeguamenti, amministrativi e strutturali, per poterli inserire nel piano sanitario nazionale.
La Provincia Lombardo-Veneta annovera due Confratelli che hanno raggiunto la gloria degli altari:
— Fra Benedetto Menni (1841-1914), che fece rifiorire l'Ordine in Spagna, Portogallo, Messico e fondò le Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù, fu beatificato da Giovanni Paolo II il 23 giugno 1985;
— Fra Riccardo dott. Pampuri (1897-1930), morto a 33 anni, che per la straordinarietà della sua vita nello sforzo incessante di fare del bene al prossimo fu beatificato da Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1981 e il 1° novembre 1989 dallo stesso Papa fu canonizzato.


 
 
Sede Amministrativa: 20063 CERNUSCO S/NAVIGLIO (MI) - Via Cavour, 2 - Tel. 02/9276.1 - Telefax 02/9241285
Sede Legale: 25125 BRESCIA - Via Pilastroni, 4 - Iscrizione Prefettura di Brescia: n. 513 Registro PG - C.F. e P. IVA 01647730157
Webmaster Informazioni Privacy Policy
Credits: Evolvo GPI S.r.l.